The Evil Within – Il mondo del male

A quest’ora, la prossima settimana, si racconteranno storie del terrore che vanno oltre la semplice trama di The Evil Within. Con un livello di sfida adatto anche ai veterani dei survival horror, ci aspettiamo di sentire storie da far accapponare la pelle.

State cercando consigli su come restare vivi? Date un’occhiata al nostro nuovo video, Il mondo del male, dove la nostra redattrice Fran Reyes torna ad aiutarvi prima che il male abbia il sopravvento sulla vostra console/PC. Questa volta vi spiegherà come avvantaggiarvi sul terreno di gioco, quando è il momento di combattere e quando quello di scappare, e come affrontare (e trarre il meglio) dalle letali trappole del gioco.

Se avete perso gli altri episodi, leggete i primi due articoli di Fran: Fino all’ultimo proiettile e Combattere per la vita. Ci ringrazierete più tardi.

Prepararsi all’imprevisto in The Evil Within

C’è un momento, all’inizio di The Evil Within, in cui il detective di Krimson City, Sebastian Castellanos, capisce che c’è molto altro al di là del cruento omicidio di massa su cui sta indagando. Le fondamenta della clinica psichiatrica dove sta svolgendo le indagini tremano violentemente e, mentre cerca di uscire dall’ospedale, scopre che l’ambiente circostante è cambiato irrevocabilmente: nel suolo si sono aperti enormi crepacci che ingoiano i grattacieli del quartiere.

Sta accadendo davvero? Oppure è solo una visione distorta, un incubo? Passerete il resto del vostro viaggio cercando di rispondere a queste domande, entrando sempre più a fondo nel mistero del gioco e lottando senza tregua per la vostra sopravvivenza in un mondo pericoloso e mutevole. E quando pensate di sapere dove siete o dove state andando, il mondo si trasforma e vi mette di fronte a pericoli inaspettati, siano essi una specie di arena all’aperto o una sfida contro nuovi e brutali avversari… o entrambe le cose. Il gioco sembra divertirsi a farvi fare mille supposizioni.

Il pericolo arriva da lontano

Un esempio interessante di come The Evil Within sappia tenervi sulle spine lo troviamo a metà campagna. Dopo uno scatto tra corridoi appena illuminati e stanze dimesse, evitando un boss particolarmente malvagio alla fine di un livello, vi ritrovate improvvisamente in un dedalo di rovine illuminate dal sole. Ponti improvvisati e scale di pietra conducono a porte chiuse e sporgenze da cui vi attaccano i pericolosi spiritati, forse i nemici più diffusi nel mondo di gioco.

FranSniper

Puntare nemici distanti con il fucile di precisione richiede tempo e pazienza, due cose che non sempre si hanno quando si è sotto assedio. Tuttavia, i suoi colpi sono molto potenti.
Mentre vi spostate tra stanze prive di soffitto e dopo molteplici scontri, vi troverete di fronte a una nuova sfida: in lontananza, la nuova minaccia si manifesta impersonata da cecchini nemici. Se vi individuano in campo aperto, sarete tempestati di letali dardi. Fortunatamente, nei paraggi troverete un fucile di precisione tutto per voi. Ma trovare il giusto tempismo per uscire dalla copertura e provare a colpire i nemici lontani e, nel contempo, cercare di non farsi trafiggere da una pioggia di frecce non è così semplice come sembra. Unire furtività, coperture e azione è una componente frequente di The Evil Within. Non sopravvivrete a lungo se non variate il vostro approccio al combattimento, e questo è uno di quei casi in cui pazienza e metodo pagano più di una strategia aggressiva.

Raramente la fretta porta a qualcosa in un gioco che riserva così tante sorprese e colpi di scena. Sprecare troppe munizioni in un combattimento può lasciarvi impreparati e pericolosamente vulnerabili a quello che accadrà dopo. Un avvertimento per gli inesperti: in questo particolare caso con i cecchini nemici, assicurarsi che ogni colpo di fucile vada a segno significa non sprecare munizioni per le minacce che vi aspettano dopo. Ne avrete bisogno.

Lottare o scappare: questo è il problema

È bene sapere che non tutti i combattimenti possono essere vinti. Nessuno vi darà del codardo se scappate per evitare lo scontro. In alcune aree, nascondersi sotto un letto o dentro un armadio può aiutarvi a riprendere fiato e studiare il nemico. Se disponete di poche munizioni o siringhe, infilarsi in un mobile può aiutare a seminare qualche nemico. Per scoprire se così è stato, avete a disposizione il rilevatore (al livello di difficoltà Inesperto viene attivato automaticamente, invece al livello di difficoltà Sopravvivenza dovete attivarlo manualmente).

FranSneakV3Affrontare una situazione ad armi spiegate è una pessima idea. Nascondetevi, analizzate il contesto e poi agite.

Se una creatura è nelle vicinanze, sullo schermo compare un’icona a forma di occhio che indica la presenza di uno spiritato. Se la creatura non vi ha rilevato, l’occhio continua a scansionare la zona. In caso contrario, l’occhio si apre. È in quel momento che dovete decidere se lottare o scappare. Nascondersi in un anfratto o allungare la distanza tra voi e il nemico e mettersi al riparo spesso vi riporterà a uno stato di non individuazione. Mantenere i nervi saldi non è semplice. Il panico è comprensibile, soprattutto quando si hanno pochi proiettili nell’inventario. Ma con un po’ di sangue freddo avrete la possibilità di ingaggiare nuovamente un nemico ignaro della vostra presenza e ucciderlo furtivamente. In questo modo, non consumerete un solo proiettile.

In certi casi Sebastian è costretto a fuggire per sopravvivere. Essere inseguiti da un maniaco che corre come un pazzo tra corridoi tetri e tortuosi o in spazi angusti è il modo perfetto per far schizzare la pressione sanguigna alle stelle, ma alcune delle creature più potenti di The Evil Within non possono essere sconfitte con metodi convenzionali… o non possono essere sconfitte affatto. In genere, in tali situazioni è il momento di mettere alla prova il vostro scatto. La distanza e la velocità dello scatto dipendono dall’energia, un’abilità che può essere migliorata nell’hub del gioco grazie al gel verde recuperato nel corso dell’avventura.

FranMazeTrapCalma e sangue freddo vi permettono di superare questo labirinto da incubo disseminato di trappole ed evitare di essere distrutti da un muro di mine che prima non avevate notato.

Bisogna comunque fare attenzione: fuggire alla cieca per seminare un nemico apparentemente invulnerabile senza prestare attenzione alla costante pericolosità dell’ambiente circostante non sempre è una strategia vincente. Alcune fughe sono più lineari di altre, ma non tutte sono uguali. In certi momenti, Sebastian può farcela semplicemente scattando lontano dal nemico e schivando alcuni ostacoli. In altre situazioni, come ad esempio durante l’incontro con il temibile Custode, dovrete non solo schivare gli attacchi, ma anche stare attenti alle trappole che il nemico semina dietro di sé. Finire in uno dei suoi marchingegni non solo vi causerà danni, ma dovrete liberarvi dalla trappola manualmente (usando le levette) mentre il custode prova ad abbattersi su di voi. Una situazione decisamente scomoda. Disarmare o distruggere tali trappole in modo rapido ed efficace richiede una mira ferma e precisa, ma ne vale la pena. I vostri nervi ringrazieranno.

Il complicato mondo delle trappole

Nonostante il combattimento sia una costante di gran parte dell’avventura, vi sono anche sfide di altro tipo. Non tutte le minacce si manifestano sotto forma di scontri contro orde di spiritati. Alcuni ostacoli sono più sottili e insidiosi. L’incontro con il Custode vi tiene sulle spine con la complicità delle sue trappole, ma ci sono anche battaglie che vi costringono a esplorare rapidamente zone irte di pericolosi congegni entro un determinato limite di tempo.

FranKeeperTrapsIl Custode ricompare e dissemina il pavimento di trappole ogni volta che lo incontrate. Siate più furbi di lui restando lontani dalle sue mine.

In un’area particolarmente ostica, siete inseguiti da un nemico mutevole che appare e scompare, capace di superare recinzioni di filo spinato e porte in un labirinto da cui è impossibile uscire senza prima trovare un passaggio libero. Con i nervi a fior di pelle, c’è anche la possibilità che veniate uccisi sul colpo da trappole esplosive applicate alle pareti, vicoli ciechi e altri ostacoli letali che si pongono tra voi e l’uscita. La tensione di tenere continuamente sotto controllo l’inseguitore potrebbe portarvi a non avere il tempo di aggirare o disarmare una mina nascosta. Perciò dovrete decidere su due piedi come affrontare una minaccia dopo l’altra. Si tratta di una situazione frenetica che si discosta molto dalle sfide affrontate fino a quel momento, senza però risultare meno insidiosa.

Tuttavia, le trappole non sempre sono un nemico. Nonostante la minaccia che rappresentano in determinati scenari, possono essere spesso usate a vostro vantaggio. Disarmarle vi farà recuperare parti impiegabili per la creazione di dardi per la balestra Agonia. Prelevare le parti durante un combattimento richiede di essere molto rapidi mentre schivate gli attacchi, e vi permette di avere sempre a disposizione dei dardi nel momento in cui esaurite i proiettili. E in alcuni scenari meno frenetici, attirare uno spiritato assetato di sangue verso una trappola per orsi vi darà enormi soddisfazioni. O, ancora meglio, farvi inseguire da un gruppo di mostruose creature attraverso un corridoio dotato di trappola con acido significa disfarsi di nemici multipli in un colpo solo senza sacrificare neanche un proiettile.

TrapDisarmV2Rumori forti come un’esplosione o l’uso di un’arma da fuoco attireranno gli spiritati verso la vostra posizione. Disarmare le trappole è un’azione silenziosa e vi consente di recuperare parti per la creazione di dardi per la balestra Agonia.

Tenete sempre d’occhio l’ambiente circostante e l’inventario per trovare il modo di gestire il combattimento. Quando una situazione sembra impossibile, un uso intelligente delle risorse a vostra disposizione può farvi uscire vincitori.

Affrontare i quindici capitoli di The Evil Within è una lotta molto, molto dura. Ma se riuscirete a sopravvivere avrete accesso alla modalità “Nuova partita +”, con nuove armi e nuovi potenziamenti nonché la possibilità di mettervi alla prova con due livelli di difficoltà il cui nome è tutto un programma: “Incubo” e “Akumu” (la parola giapponese per “incubo”, celebre negli studi di Bethesda e Tango per essere quasi impossibile). Quale anima coraggiosa riuscirà a vantarsi di aver compiuto una tale impresa?

Con elementi mutevoli e selvaggi che vi fanno saltare i nervi e il terrore costante di non sapere cosa vi aspetta dietro l’angolo, è meglio essere pronti a tutto.

L’uomo nella scatola (cosplay)

the_keeper__boxman__cosplay__from_the_evil_within__by_corroder666-d812codAbbiamo tenuto d’occhio Daniel (conosciuto su DeviantArt come Corroder666) da quando abbiamo visto il suo superbo lavoro sul costume del “custode” di The Evil Within. Daniel ha debuttato con il suo costume alla gamescom di quest’anno, sulla scia dell’entusiasmo per l’uscita di The Evil Within a ottobre. Gli abbiamo chiesto di dedicarci un po’ di tempo e di rispondere ad alcune domande sulla realizzazione del suo complesso e terrificante costume.

Perché ricreare il custode? Quali sono i motivi che ti hanno spinto a farlo?

“Ha un aspetto inquietante e strano, secondo me è molto simile a quell’essere con la “”piramide rossa”” di Silent Hill. In pratica, un personaggio iconico di The Evil Within. Mi piace la sua memorabile stranezza!

Un altro motivo è la sua realizzazione in generale. Normalmente creo costumi e relativi oggetti dopo aver affrontato il gioco, poiché credo sia importante instaurare una sorta di relazione con il personaggio. Avrei quindi avuto abbastanza modelli per ricreare gli elementi individuali più simili possibile all’originale. In questo caso però, non avrei potuto farlo solo con un paio di immagini. Ma lo scorso Halloween avete pubblicato un modello 3D del Boxman su Sketchfab, così mi sono ispirato a quello per la mia opera.”

Che materiali hai usato?

“Testa: la struttura è di poliuretano, gli accessori sono prodotti con i materiali di Worbla’s Finest Art e ho usato anche un casco da ciclista. Per poter vedere ho installato una PlayStation Vita con fotocamera dietro la manopola superiore. La fotocamera filma l’ambiente esterno e grazie alla console posso vedere ciò che accade fuori.
Filo spinato: l’ho creato usando i pezzi avanzati del Worbla, fusi e trasformati in filo. Circa 25 metri in tutto.
Zaino: la struttura di base è fatta di tavole di Styrodur. In più ho usato una lamina corrugata e del Worbla per gli accessori.
Pestacarne: ho dato allo Styrodur la forma base della testa del martello. Poi ho usato un tubo di cartone per il manico e ho rivestito tutto di Worbla.
Altro: ho usato dell’ecopelle, un grembiule da fabbro, guanti per la lavorazione dell’acido e tanta vernice.” Continue reading full article ›

The Evil Within – Lottare per la vita

A poco più di una settimana dall’uscita di The Evil Within, abbiamo nuovi consigli su come sopravvivere a Krimson City, disponibili nel video su YouTube nel Bethesda Blog a opera della nostra Fran Reyes. Furtività, combattimenti contro i boss e tutto ciò che serve per restare vivi.

Verso la fine della settimana pubblicheremo la terza parte di questa serie dedicata alla sopravvivenza. Se avete perso le puntate precedenti, cliccate qui.

L’intraprendenza è fondamentale per sopravvivere in The Evil Within

Le ricompense migliori sono quelle per cui bisogna lottare, e il modo di affrontare gli scontri in The Evil Within è l’esempio perfetto di questa affermazione. Nei panni del detective Sebastian Castellanos di Krimson City, esplorare un mondo dell’incubo popolato da agghiaccianti creature non significa semplicemente falcidiare le orde di abomini che abitano i suoi luoghi macchiati di sangue. Ogni incontro è un’occasione per mettere alle strette il proprio avversario, e questo richiede una profonda conoscenza del nemico.

L’imprevedibilità è un tratto fondamentale dei mostri che popolano il mondo di The Evil Within, ma una cosa è certa: sarete sempre alla ricerca di munizioni e altre risorse. Dai proiettili alle siringhe che ripristinano la salute e alle parti di trappole necessarie per creare vari tipi di dardi per la balestra Agonia, dovrete mettercela tutta per sconfiggere alcune creature, siano esse boss o minacce più comuni ma non meno pericolose.

L’importanza della furtività

Imparare gli schemi di attacco dei vostri avversari sarà cruciale. Per esempio: quando siete alle prese con uno degli spiritati più potenti – per essere precisi, uno spettro incappucciato dalle sembianze umane che lancia un attacco tracciante in grado di uccidere Sebastian in un colpo solo – sarebbe imprudente affrontare tale creatura a viso aperto. Al contrario, la vostra arma migliore sarà l’ombra. Se riuscirete ad assalirlo prima che vi veda, non avrà scampo! Non ci sarà bisogno di schivare gli attacchi dalla distanza o i potentissimi colpi corpo a corpo. Ma se venite individuati, allora dovrete abbattere lo spiritato mentre evitate l’attacco tracciante di arti e mani che escono dal suolo con lo scopo di massacrarvi.

Questi spiritati sono tra i più ostili di The Evil Within. Immaginate di affrontarne più di uno per volta…

Ma la furtività è solo una delle numerose armi a vostra disposizione. Nei combattimenti in cui dovete schivare ondate di mostri in campo aperto, l’uso intelligente dell’inventario è fondamentale. Per esempio, di fronte a uno tra gli spiritati più grossi e aggressivi, bisogna giocare d’astuzia. Questo nemico assorbe una quantità di danni maggiore rispetto agli altri e con le munizioni da dosare con il contagocce, mettere a segno un colpo alla testa può fare la differenza tra il conservare abbastanza proiettili per abbattere gli altri nemici e morire in breve tempo.

Aumentare l’efficacia dei colpi alla testa tramite potenziamenti o impiegare un fucile a pompa migliorato sono due modi per avere qualche chance in più, ma imparare a essere più flessibili e agili è certamente meglio. Siete rimasti senza munizioni?
O magari vi resta solo qualche proiettile per il fucile di precisione, arma poco efficace negli scontri ravvicinati? Allora pregate di avere qualche fiammifero o di trovare una torcia nelle vicinanze. In casi come questo, potete abbattere un nemico con un singolo colpo in mischia o sparargli alle ginocchia e poi dargli fuoco. Non avete fiammiferi e non ci sono torce intorno a voi? Non vi resta che la fuga. In The Evil Within, abbandonare uno scontro illesi non è sempre possibile o semplice, anche se a volte è la vostra unica chance… se non altro per riprendere fiato e cercare scorte o trappole nelle vicinanze. Un singolo proiettile può fare la differenza tanto quanto attirare i nemici su un tappeto di trappole esplosive.

Una peculiare galleria degli orrori

I boss sono un discorso a parte. Tra le innumerevoli e orribili creature di The Evil Within, gli scontri con gli avversari più formidabili del gioco mettono alla prova muscoli e cervello; in particolare, il combattimento contro Laura, la creatura dalle sembianze di ragno e dai lunghi capelli neri.

Nelle viscere di un labirintico locale caldaia nel sottosuolo, Laura attende solo voi. Essendo uno tra gli avversari più tenaci e che affronterete più volte nel corso del gioco, lo scontro diretto non è certo la via migliore. Questa creatura vi richiederà ottimo spirito di osservazione e ingegnosità. In alcuni casi sarà necessario usare oggetti specifici dell’ambiente contro di lei, in altri dovrete semplicemente scappare.

Durante questo avvincente scontro nel locale caldaia, i giocatori più astuti avranno la meglio eludendo la sua presa. Avete notato le tubature sul soffitto? E se le colpiste con un proiettile? The Evil Within non vi lascia mai senza una possibile soluzione, poiché tutto ciò che vi occorre per sopravvivere è sempre a vostra disposizione. Nervi saldi e prendetevi qualche attimo per esaminare l’ambiente circostante. Ovviamente, con una creatura che vi sta braccando nel buio è più facile a dirsi che a farsi…

FranLaurav1Sull’incontro di Sebastian con Laura nel locale caldaia non si scherza. Il combattimento metterà alla prova velocità, destrezza e neuroni. Sarete abbastanza rapidi da gestire la situazione?

Ogni boss ha punti deboli e schemi di movimento unici, che vi costringeranno a usare tutte le risorse a vostra disposizione. Sapere quale arma o esplosivo usare contro un determinato nemico è fondamentale, come lo è recuperare altre munizioni quando esplodete l’ultimo proiettile (situazione in cui vi troverete praticamente sempre). È altrettanto importante stare all’erta per la comparsa di oggetti in gioco. In un duello particolarmente cruento con una delle creature più astute del gioco, le casse di munizioni extra compaiono solo dopo aver sterminato la progenie strisciante che il boss genera in certi momenti del combattimento. Detto questo, avere la prontezza di mettere in pratica tali strategie mentre si cerca di sopravvivere non è certo come bere un bicchier d’acqua.

Alcuni incontri si fondano sulla sperimentazione con la vostra balestra Agonia, poiché le munizioni extra possono essere create al momento. Disporre di sufficienti parti di trappole può fare la differenza tra assemblare un dardo semplice o confezionare qualcosa di più letale, come un dardo congelante. Naturalmente, più potente è il tipo di dardo, più parti sono necessarie per la sua creazione. Pertanto, i giocatori avveduti metteranno da parte le risorse come una formica prima dell’inverno .

La scuola dei duri

Tra scontri con i boss e impegnative scaramucce contro i nemici più comuni di The Evil Within, sarete costretti a usare esclusivamente ciò che vi serve per sopravvivere. Esplorare ogni centimetro di una certa zona solitamente vi premia con utili tesori, ma se volete raggiungere il capitolo successivo dovete gestire al meglio ogni singola cosa.

Sacrificare un colpo della vostra pistola può fornirvi numerosi proiettili, a patto di sapere dove e a cosa sparare.

A seconda del livello di difficoltà – quattro in totale e solo due disponibili fin dall’inizio – la sfida varia notevolmente. Il livello Inesperto non è certo una passeggiata, ma il divario tra Inesperto e Sopravvivenza è sensibile, poiché influenza elementi di gioco come rompicapi gli enigmi e le impostazioni predefinite. Il livello Sopravvivenza è molto intenso: per esempio, il rilevatore, che in modalità Inesperto indica automaticamente sullo schermo quando i nemici sono consapevoli della vostra presenza, va attivato manualmente. Inoltre, al livello di difficoltà più semplice alcuni enigmi sono stati esclusi. La scelta del livello di difficoltà dipende dal grado di sfida che volete affrontare. Ma tenete a mente che scegliere la via più tortuosa e uscirne vivi è straordinariamente gratificante.

In The Evil Within non c’è attimo privo di tensione. Con le risorse sempre carenti, sarete costretti a compiere scelte in tempo reale: vi aggirerete furtivi il più possibile per conservare le munizioni? O investirete il gel verde nel potenziamento delle armi per assicurarvi maggiori danni e probabilità di colpi alla testa critici? Vi scaglierete addosso al nemico per colpirlo in mischia e dargli fuoco con un fiammifero? Alle prese con il primo vero combattimento, probabilmente vorrete rispondere “sì” a tutte.

Aggiornamento sui requisiti di sistema di The Evil Within

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La settimana scorsa abbiamo pubblicato i requisiti di sistema consigliati per The Evil Within, e abbiamo ricevuto molti commenti a riguardo. Pur continuando a consigliare quelle caratteristiche per fruire del gioco in tutta la sua gloria, riconosciamo la necessità di fornire informazioni su come giocare su un’ampia gamma di PC diversi.

Qui sotto troverete i requisiti minimi di The Evil Within. Non permetteranno di raggiungere i 1080p e sarà probabilmente necessario disattivare qualche funzione, ma consentiranno comunque una buona esperienza di gioco.

Requisiti minimi di sistema

SO: Windows 7/8 (64 bit)

GPU: GTX 460 o scheda equivalente da 1 GB di VRAM

CPU: i7 o processore equivalente a 4+ Core

RAM: 4 GB

HDD: 50 GB

Soddisfare i requisiti di sistema consigliati significa poter apprezzare al massimo un gioco che ha un aspetto meraviglioso a schermo intero, con anti-aliasing attivo, qualità delle ombre al massimo, motion blur, tessellation, SSAO e visuale a 1080p.

Gli utenti PC possono preordinare The Evil Within già ora su Steam, dove abbiamo aggiornato la pagina del gioco per tener conto sia delle richieste di sistema minime sia di quelle consigliate, oppure dal presso il rivenditore di fiducia o il negozio digitale preferito.

Continua “Bethesda: dietro le quinte di The Evil Within”

La nostra serie “dietro le quinte” dedicata a The Evil Within continua questa settimana con tre nuovi video. Adam Sessler incontra per l’ennesima volta il direttore di gioco Shinji Mikami e altri membri del team di Tango Gameworks per approfondimenti su The Evil Within e sulle persone che lo hanno creato.

In “Ispirazioni: le origini del male” (nel video qui sopra potete scegliere i sottotitoli in italiano), Mikami-san condivide il suo amore per i vecchi film dell’orrore e di fantascienza, fonti d’ispirazione per la creazione del gioco, e spiega come abbiano influenzato lo sviluppo dei survival horror. Scopri qualcosa di più sulla storia e sul folklore giapponese e cosa davvero spaventa il leggendario direttore.

Mentre Mikami-san si prende una pausa, Sessler parla con Shuichi Kobori e Ippei Shiraki del team audio per capire come musica e suoni contribuiscano al coinvolgimento del giocatore nel mondo di Sebastian, nel video “Audio design: i suoni del male”.

E passando dall’audio al video, guarda il sesto episodio della serie intitolato “Visual design: l’estetica del male”. Sessler e l’art director Naoki Katakai parlano di ispirazione, ambientazione e nemici presenti in The Evil Within.

Nel corso di ottobre continueremo a condividere nuove informazioni su The Evil Within. Resta con noi per video, speciali e Mikami-san!

Se ti sei perso i primi episodi di questa serie “dietro le quinte”, puoi trovarli qui o nella playlist del nostro canale YouTube.

The Evil Within: Fino all’ultimo proiettile

Affrontare The Evil Within non è una passeggiata. Per sopravvivere è importante imparare come le meccaniche di gioco possono venirvi in aiuto. Trarre vantaggio dalle risorse, gestire le munizioni e capire quando è il momento di scappare contribuiranno a tenere lontana la morte, magari anche solo per qualche momento.

Approfittate della lezione di sopravvivenza nel video qui sopra e leggete l’articolo (privo di spoiler) redatto da Fran Reyes, ospite del Bethesda Blog. Nell’articolo, Reyes ci parla di alcune strategie che l’hanno aiutata a completare The Evil Within. Studiate e preparatevi al 14 ottobre.

Fran, a te la parola!

Come difendersi dalle creature dell’incubo di The Evil Within

Povero Sebastian Castellanos. In qualità di detective al dipartimento di polizia di Krimson City, non aveva mai lavorato a un caso così cruento e terrificante come quello che si trova ad affrontare in The Evil Within. Dopo una chiamata di emergenza, a lui e alla sua squadra viene chiesto di indagare su una serie di omicidi nella clinica psichiatrica del paese. Le cose prendono una brutta piega fin da subito nella quasi totale incomprensibilità della situazione. Per fortuna, Sebastian non si trova mai indifeso.

Per affrontare la tempesta di morte scatenata da The Evil Within (non aspettatevi troppe schiarite), è fondamentale gestire le armi a propria disposizione. Dalla pistola di ordinanza delle indagini preliminari agli armamenti più avanzati che Sebastian trova in seguito, senza dimenticare le abilità che mano a mano migliorerete, ci sono diversi aspetti da tenere sotto controllo se volete sopravvivere in The Evil Within.

Fiammiferi, torce e cervelli sotto formalina

Combattere non significa semplicemente sparare e andarsene. Al contrario, dovrete ingegnarvi e impiegare un fiammifero per incendiare il cadavere della creatura al fine di mantenerla… morta. Il gioco vi insegna che anche un solo fiammifero può fare grandi cose se riuscite ad abbattere più nemici e incendiarli tutti in una sola volta. Seguite questo consiglio, poiché i fiammiferi (come gli altri oggetti di The Evil Within) scarseggiano.

In altri incontri con le immonde creature potete prelevare oggetti a uso singolo dai cadaveri. Tali oggetti possono tornarvi utili in combattimento. Per esempio, accette e torce uccidono all’istante se brandite correttamente, ma sono a uso singolo e non possono essere potenziate o messe nell’inventario per essere utilizzate in seguito. Tuttavia, fanno la differenza quando affrontate un numero di nemici superiore a quello dei vostri proiettili.

Che usiate una torcia, della benzina o il fiammifero nell’inventario, dare fuoco ai nemici significa che non si rialzeranno più da terra. Mai più. Ovviamente, non sarà sempre necessario usare un fiammifero per uccidere definitivamente una creatura, ma se non siete sicuri che sia morta non esitate a darle fuoco.

Fiammiferi e altri oggetti a uso singolo non saranno i vostri migliori alleati contro i pericoli di The Evil Within. Ovviamente, le armi da fuoco sono molto più pratiche per attaccare e difendersi, ma l’efficacia di tali armi contro gli abomini del gioco dipende molto da come le potenziate. Questo significa gestire al meglio i potenziamenti e il gel verde, quello che si può trovare nei macabri vasetti che sembrano contenere cervelli umani immersi in un fluido, appunto, verde. Questa sinistra “valuta” entra in gioco quando viaggiate “dall’altra parte dello specchio”, una sorta di crocevia che visiterete più volte nel corso dell’avventura che sembra la reception di un ospedale presidiata da un’infermiera che sa molto più di quanto vuole farci credere. È qui che potete sperimentare per potenziare le vostre risorse, dalle abilità personali come la resistenza, che vi permette di scattare meglio per schivare pericoli, e la salute, al vostro arsenale personale.

MirrorHubV2Quando sentite le note del “Claire de Lune”, significa che uno specchio è nelle vicinanze. Una volta attivato, potete accedere a questo crocevia relativamente sicuro.

Armatevi per bene

Armi come il revolver e il fucile a pompa, ovvero le due armi più affidabili oltre a quelle standard e super segrete, possono trasformarsi in letali dispensatrici di morte certa. Nei momenti più difficili potreste essere tentati dal migliorare le armi più potenti a vostra disposizione al fine di creare una soluzione bellica da impiegare negli scenari di combattimento più ostili. Tuttavia, considerata la scarsità generale di munizioni, è bene spendere i punti potenziamento con attenzione. Affidarsi alle caratteristiche della pistola e del fucile a pompa (capienza del caricatore, danni inflitti e precisione, tra le altre numerose statistiche potenziabili) non è soltanto pratico, ma è anche intelligente. Del resto, quando affrontate ondate su ondate di nemici “standard” (per esempio, gli spiritati nelle loro molteplici varianti), l’ultima cosa che volete è esaurire le munizioni di un’arma super quando il lavoro sporco lo potete tranquillamente fare con una pistola ben potenziata e un preciso colpo alla testa. Fidatevi: conservate i dardi della balestra Agonia per i boss e i nemici più ostici. Mi ringrazierete.

La balestra multifunzione di Sebastian è una tra le armi più versatili del gioco e presenta una particolare gestione del vostro tempismo e delle munizioni. Nel corso di The Evil Within, le trappole armate giocano un ruolo fondamentale nello studio di una nuova zona. Trappole per orsi, mine e bombe a muro, per non parlare delle trappole elettriche e di acido, possono stravolgere l’esito di uno scontro per diverse ragioni. Stabilite se volete rischiare qualcosa in più per ottenere una ghiotta ricompensa, e sappiate che ogni dardo è formato da diverse parti. Tali parti possono essere recuperate dalle trappole smontate, ma questa procedura richiede tempo. In mezzo a branco di creature assetate di sangue che si aggira in una stanza buia, rischiereste di strisciare fino a una mina per recuperare i componenti necessari alla creazione di un dardo esplosivo? Oppure, rischiereste di entrare di prepotenza in una nuova area sperando che non sia disseminata di bombe a muro che non sapete se farete in tempo a disarmare prima che esplodano? È più importante recuperare le parti per i dardi o sopravvivere per raggiungere la prossima area? La scelta è vostra.

AgonyBolt2Usare un dardo esplosivo della balestra Agonia permette di infliggere danni devastanti. Oppure, se non viene sparato contro un nemico, può fungere da trappola ad attivazione particolarmente letale. Attenzione a non far avvicinare un nemico con un dardo esplosivo conficcato nel corpo: gli effetti su di voi potrebbero essere poco piacevoli…

L’aspetto positivo del potenziamento dei dardi è che avrete più modi per difendervi dalle infinite orde di incubi che popolano il mondo di The Evil Within. La balestra Agonia può fortunatamente essere equipaggiata con più tipi di dardo, cosa che vi permette di usare l’uno o l’altro a seconda del tenore dello scontro. Più ne avete, meglio è… a patto di disporre delle parti necessarie alla loro creazione. Smontare una trappola per ottenere delle parti o semplicemente colpirla per farla scattare e procedere oltre dipende da una scelta strategica che si basa sulla situazione del momento.

Soluzioni ingegnose

È bene sapere che le munizioni si possono creare solo per la balestra Agonia. Tutte le altre armi richiedono proiettili che si recuperano nell’ambiente di gioco: non aspettatevi negozi o mercanti nelle mutevoli realtà di The Evil Within. Per quanto la cosa possa sembrare scoraggiante (e in pratica lo è), i giocatori più meticolosi riusciranno a trovare il modo di aumentare le proprie munizioni con un piccolo aiuto da parte delle statue della dea.

Aguzzando la vista è possibile individuare queste piccole statue da giardino nelle nuove zone. Distruggetele a mani nude o con armi bianche, oppure con un colpo di fucile (anche se così sprechereste preziose munizioni): al loro interno troverete delle speciali chiavi per armadietti. Tali chiavi vi permettono di accedere a una cassa di munizioni o al gel verde in un punto specifico del mondo ospedaliero “oltre lo specchio”. In sintesi, la ricerca di queste statue può fare la differenza tra la sopravvivenza e la scritta “Game Over”.

GoddessStatueV2Le statue della dea a volte sono bene in vista, ma spesso si trovano in luoghi maledettamente nascosti. Detto questo, vale la pena di esplorare più in profondità per ottenere i benefici appena citati.

Ci sono altri misteri che avvolgono i numerosi oggetti di gioco e le ricompense speciali, ma forse è meglio lasciarli ai giocatori abbastanza coraggiosi da svelarli tutti. The Evil Within è piacevolmente complesso, dal modo in cui si gestiscono le munizioni al decidere cosa migliorare o a come spendere il gel verde. Sebbene vi sia spazio di manovra per sperimentare e raffinare la propria strategia, è fondamentale tenere gli occhi bene aperti e avere un’arma sempre pronta. Dopo tutto, non sapete cosa vi aspetta dietro l’angolo…

I requisiti del male

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In seguito al nostro annuncio relativo alla fase Gold, ecco i requisiti di sistema consigliati per la versione PC di The Evil Within. Tali requisiti sono stati determinati dal team di sviluppo per assicurare un’esperienza di gioco ottimale.

Nota: non abbiamo un elenco di requisiti minimi di sistema. Non possiamo garantire una performance adeguata a chi desidera giocare con un computer con prestazioni inferiori a quelle indicate di seguito (a patto di avere minimo 4 GB di VRAM).

Requisiti di sistema consigliati

Windows 7 64-bit/Windows 8
Processore i7 Quad Core
4 GB di memoria RAM
50 GB di spazio su disco fisso*
Scheda video GeForce GTX 670 o equivalente con 4 GB di VRAM
Connessione a Internet a banda larga
Account e attivazione Steam
*50 GB è lo spazio richiesto dall’installazione. Al termine dell’installazione, il gioco occuperà circa 41 GB di spazio su disco.

A proposito di spazio, e su vostra richiesta, ecco le dimensioni dell’installazione della versione del gioco per le console.

Xbox One – 40 GB
PlayStation 4 – 40 GB
PlayStation 3 – 7 GB
Xbox 360 – 7 GB
Nota: per Xbox 360, The Evil Within richiede l’installazione su disco rigido o su flash drive USB 2.0 (o superiore).

Fase Gold!

Pubblicare un gioco su cinque piattaforme (PC, Xbox One, Xbox 360, PS3 e PS4) e in più lingue non è facile, ma siamo lieti di annunciare che The Evil Within è entrato in fase Gold!

Complimenti al team di Tango Gameworks e alle persone coinvolte nel progetto. Il vostro duro lavoro ha contribuito alla creazione di un gioco survival horror di cui la gente parlerà per molto tempo.

E se finora siete stati rintanati sotto le coperte, preparatevi all’arrivo di The Evil Within il 14 ottobre in tutta Europa.

 

Bethesda: dietro le quinte di The Evil Within

Come definisce il genere “survival horror” il suo creatore? Che film hanno influenzato maggiormente il lavoro di Tango Gameworks? Che cosa spaventa Shinji Mikami e il suo team?

A queste e altre domande viene data risposta nella nuova serie web “Bethesda: dietro le quinte”, con la collaborazione di Adam Sessler. Nel corso di una recente visita agli studi di Tango Gameworks a Tokyo, il direttore di gioco Shinji Mikami e altri membri del team hanno parlato con Sessler di The Evil Within e del loro lavoro in un modo del tutto nuovo. C’è addirittura Mikami-san che scoppia in una fragorosa risata!

Iniziamo con tre video. Nel primo (qui sopra) Sessler presenta la serie, ovvero una sorta di preparazione a quello che arriverà da qui al mese prossimo.

“Nella mente di Shinji Mikami” è un viaggio introspettivo su come nasce The Evil Within, mentre Shinji Mikami parla della creazione del suo nuovo gioco survival horror, della sua idea di game design e di come si sviluppa tale idea nelle stanze di Tango Gameworks.

Il video successivo, “L’arte della sopravvivenza”, analizza il gameplay in profondità con le parole di Mikami-san e del produttore Masato Kimura, tra meccaniche di gioco del survival horror perfetto, trappole, nemici e altri temi spaventosi che vi troverete ad affrontare in The Evil Within.

A partire dalla prossima settimana e per tutto il mese di ottobre, ci saranno altri video che illustreranno il processo di lavorazione del gioco e i mostri, con nuovi e originali interventi di Mikami.