Ecco la creatrice di mostri!

L’ultimo video di Bethesda Underground, realizzato durante il viaggio a Tokyo, ha come protagonista la concept artist di The Evil Within: Ikumi Nakamura.

Oltre ad aver dato origine ad alcune delle creature più terrificanti di The Evil Within, Ikumi è stata autrice del fumetto “The Real Tango” sulla pagina web degli sviluppatori. Partendo dal fumetto come ispirazione, Ikumi ci ha regalato un’incredibile stampa di alcuni dei personaggi dei più amati giochi Bethesda… e di Pete!

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Questa settimana su Steam: demo di Halloween di The Evil Within.

IMG_3692Steam offre gratuitamente tre capitoli gratuiti di The Evil Within con i quali gridare di terrore giusto in tempo per Halloween!

A partire dal 30 ottobre, sarà possibile provare gratuitamente i primi tre capitoli. Acquistando il gioco dopo averli giocati sarà possibile continuare con il proprio salvataggio, e come bonus aggiuntivo, avrete un terrificante regalo: una copia di Call of Cthulhu. Per finire, ma solo per un periodo limitato, offriremo uno sconto del 50% sul Season Pass di The Evil Within!

Avete già acquistato The Evil Within e il Season Pass? Nessuna paura. Chi ha già il gioco troverà Cthulhu aggiunto nella libreria, e chi ha acquistato il Season Pass riceverà offerte speciali sui titoli Bethesda.

Bethesda: dietro le quinte di The Evil Within – Il sadico con la motosega

In questa nuova puntata di “Le creature del male”, Adam Sessler discute con Shinji Mikami e la concept artist Ikumi Nakamura la natura del folle armato di sega elettrica di The Evil Within: il sadico. (Nel video qui sopra potete scegliere i sottotitoli in italiano)

Riguarda le interviste di Adam Sessler sul mondo di The Evil Within, incluso l’episodio della settimana scorsa sul custode, visitando il nostro canale Youtube o seguendo l’intera serie nella playlist qui sotto.

The Evil Within: recensioni da… paura!

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Finalmente ci siamo. L’atteso Survival Horror di Shinji Mikami è arrivato nei negozi e le prime recensioni hanno invaso la rete

Non possiamo non partire da Residentevil.it, sito dedicato al maestro Mikami, che ha definito The Evil Within “una vera e propria celebrazione di un passato che coincide inesorabilmente con i vecchi lavori del maestro dell’horror, seppure rivisitati in chiave moderna e arricchiti da piccole introduzioni che lo rendono approcciabile a un pubblico più vasto di quanto si potrebbe credere.

E ancora:

“The Evil Within è un prodotto destinato però, prima di tutto, a tutti quei romantici convinti, un po’ come noi, che solo un occhio volto al passato possa restituire emozioni e sensazioni ormai perse da sin troppi anni.”

Vediamo anche le altre recensioni:

Multiplayer.it (8,5):The Evil Within è un omaggio ai classici del survival horror”

Mondoxbox.com (8,7): “The Evil Within è un’avventura che vi terrà incollati al pad”

Spaziogames.it (8,0): “The Evil Within è un gioco che ha saputo sorprenderci. Se aspettavate da anni un gioco degno di Resident Evil 4, The Evil Within è la vostra risposta.

Videogame.it (4/5): “The Evil Within è in grado di regalare parecchie soddisfazioni e un senso di coinvolgimento davvero insperato, figlio di una direzione artistica che non lascia spazio a dubbi o perplessità sulle innegabili doti artistiche dei ragazzi di Tango Gameworks. Il survival horror di Shinji Mikami brilla per intensità, pathos e suggestione, assicurando un’esperienza unica nel suo genere, in grado di emozionare dall’inizio alla fine.”

Anche la stampa generalista ha apprezzato il gioco:

Maxim: “Un titolo fastoso sotto tutti gli aspetti”

Best Movie: “Vietato ai deboli di cuore”

E chiudiamo infine con lo splendido commento di Francesco Fossetti che sfoggia la sua migliore vena poetica:

Everyeye.it (8,0): “The Evil Within è la realizzazione più impetuosa della visione creativa di Mikami.

Finalmente autonomo, eppure così attento a recuperare frammenti dalle altre visioni allucinate del game designer, il titolo racconta una storia che mescola momenti stranianti e scontri oppressivi, strani simbolismi ermetici a brutali esagerazioni violente. Raccontato in maniera penetrante ed efficace, l’incubo cruento del detective Castellanos finisce per entrare nella testa, così come le immagini e le bestie che in esso si muovono. Dall’horror di matrice nipponica a quello più esplicito di stampo americano, Mikami cannibalizza il genere, infilando poi nell’avventura tributi e citazioni al survival videoludico dei tardi anni ’90.

E proprio da quell’epoca emerge pure il gameplay: l’inquadratura asfissiante, i movimenti pesanti, l’ansia per ogni colpo sparato. Sono ritmi che, inaspettatamente, funzionano ancora alla grande, finalmente diversi da quelli dei tanti action in terza persona che sembravano aver ucciso il genere.

E ancora:

“Più che spaventare, il titolo trasmette un’angoscia esistenziale, il peso insopportabile della follia, il dolore convulso della malattia. Lo fa coi suoi panorami surreali e con gli spazi claustrofobici, con oggetti-simbolo e trappole soprattutto mentali, finendo per raccontare una parabola di tormento e miseria. The Evil Within è come un frammento vitreo infilato nel cervello, che diffonde un dolore subdolo e continuo: una fitta atroce che non sentivamo da troppo tempo”.

 

Il male nasce oggi!

Spegnete la luce e alzate il volume. Il terrore e le grida di Halloween arrivano in anticipo con l’uscita di The Evil Within, il grande ritorno del maestro Shinji Mikami al genere da lui creato, il survival horror.

Complimenti vivissimi a Mikami-san, al team di Tango Gameworks e a tutte le persone coinvolte nella pubblicazione del gioco in uscita oggi in Europa e Nord America su cinque piattaforme: PC, Xbox One, PlayStation 4, PlayStation 3 e Xbox 360.

Nel corso della settimana, tenete d’occhio gli aggiornamenti sul gioco relativi a consigli di sopravvivenza, recensioni e feedback della community.

Inoltre, non perdetevi il nostro livestream di oggi su Twitch mentre affrontiamo i primi capitoli del gioco. Il divertimento inizia alle 19:00.

E, dopo il salto, si festeggia ufficialmente con il nostro comunicato stampa! Continue reading full article ›

The Evil Within – Il mondo del male

A quest’ora, la prossima settimana, si racconteranno storie del terrore che vanno oltre la semplice trama di The Evil Within. Con un livello di sfida adatto anche ai veterani dei survival horror, ci aspettiamo di sentire storie da far accapponare la pelle.

State cercando consigli su come restare vivi? Date un’occhiata al nostro nuovo video, Il mondo del male, dove la nostra redattrice Fran Reyes torna ad aiutarvi prima che il male abbia il sopravvento sulla vostra console/PC. Questa volta vi spiegherà come avvantaggiarvi sul terreno di gioco, quando è il momento di combattere e quando quello di scappare, e come affrontare (e trarre il meglio) dalle letali trappole del gioco.

Se avete perso gli altri episodi, leggete i primi due articoli di Fran: Fino all’ultimo proiettile e Combattere per la vita. Ci ringrazierete più tardi.

Prepararsi all’imprevisto in The Evil Within

C’è un momento, all’inizio di The Evil Within, in cui il detective di Krimson City, Sebastian Castellanos, capisce che c’è molto altro al di là del cruento omicidio di massa su cui sta indagando. Le fondamenta della clinica psichiatrica dove sta svolgendo le indagini tremano violentemente e, mentre cerca di uscire dall’ospedale, scopre che l’ambiente circostante è cambiato irrevocabilmente: nel suolo si sono aperti enormi crepacci che ingoiano i grattacieli del quartiere.

Sta accadendo davvero? Oppure è solo una visione distorta, un incubo? Passerete il resto del vostro viaggio cercando di rispondere a queste domande, entrando sempre più a fondo nel mistero del gioco e lottando senza tregua per la vostra sopravvivenza in un mondo pericoloso e mutevole. E quando pensate di sapere dove siete o dove state andando, il mondo si trasforma e vi mette di fronte a pericoli inaspettati, siano essi una specie di arena all’aperto o una sfida contro nuovi e brutali avversari… o entrambe le cose. Il gioco sembra divertirsi a farvi fare mille supposizioni.

Il pericolo arriva da lontano

Un esempio interessante di come The Evil Within sappia tenervi sulle spine lo troviamo a metà campagna. Dopo uno scatto tra corridoi appena illuminati e stanze dimesse, evitando un boss particolarmente malvagio alla fine di un livello, vi ritrovate improvvisamente in un dedalo di rovine illuminate dal sole. Ponti improvvisati e scale di pietra conducono a porte chiuse e sporgenze da cui vi attaccano i pericolosi spiritati, forse i nemici più diffusi nel mondo di gioco.

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Puntare nemici distanti con il fucile di precisione richiede tempo e pazienza, due cose che non sempre si hanno quando si è sotto assedio. Tuttavia, i suoi colpi sono molto potenti.
Mentre vi spostate tra stanze prive di soffitto e dopo molteplici scontri, vi troverete di fronte a una nuova sfida: in lontananza, la nuova minaccia si manifesta impersonata da cecchini nemici. Se vi individuano in campo aperto, sarete tempestati di letali dardi. Fortunatamente, nei paraggi troverete un fucile di precisione tutto per voi. Ma trovare il giusto tempismo per uscire dalla copertura e provare a colpire i nemici lontani e, nel contempo, cercare di non farsi trafiggere da una pioggia di frecce non è così semplice come sembra. Unire furtività, coperture e azione è una componente frequente di The Evil Within. Non sopravvivrete a lungo se non variate il vostro approccio al combattimento, e questo è uno di quei casi in cui pazienza e metodo pagano più di una strategia aggressiva.

Raramente la fretta porta a qualcosa in un gioco che riserva così tante sorprese e colpi di scena. Sprecare troppe munizioni in un combattimento può lasciarvi impreparati e pericolosamente vulnerabili a quello che accadrà dopo. Un avvertimento per gli inesperti: in questo particolare caso con i cecchini nemici, assicurarsi che ogni colpo di fucile vada a segno significa non sprecare munizioni per le minacce che vi aspettano dopo. Ne avrete bisogno.

Lottare o scappare: questo è il problema

È bene sapere che non tutti i combattimenti possono essere vinti. Nessuno vi darà del codardo se scappate per evitare lo scontro. In alcune aree, nascondersi sotto un letto o dentro un armadio può aiutarvi a riprendere fiato e studiare il nemico. Se disponete di poche munizioni o siringhe, infilarsi in un mobile può aiutare a seminare qualche nemico. Per scoprire se così è stato, avete a disposizione il rilevatore (al livello di difficoltà Inesperto viene attivato automaticamente, invece al livello di difficoltà Sopravvivenza dovete attivarlo manualmente).

FranSneakV3Affrontare una situazione ad armi spiegate è una pessima idea. Nascondetevi, analizzate il contesto e poi agite.

Se una creatura è nelle vicinanze, sullo schermo compare un’icona a forma di occhio che indica la presenza di uno spiritato. Se la creatura non vi ha rilevato, l’occhio continua a scansionare la zona. In caso contrario, l’occhio si apre. È in quel momento che dovete decidere se lottare o scappare. Nascondersi in un anfratto o allungare la distanza tra voi e il nemico e mettersi al riparo spesso vi riporterà a uno stato di non individuazione. Mantenere i nervi saldi non è semplice. Il panico è comprensibile, soprattutto quando si hanno pochi proiettili nell’inventario. Ma con un po’ di sangue freddo avrete la possibilità di ingaggiare nuovamente un nemico ignaro della vostra presenza e ucciderlo furtivamente. In questo modo, non consumerete un solo proiettile.

In certi casi Sebastian è costretto a fuggire per sopravvivere. Essere inseguiti da un maniaco che corre come un pazzo tra corridoi tetri e tortuosi o in spazi angusti è il modo perfetto per far schizzare la pressione sanguigna alle stelle, ma alcune delle creature più potenti di The Evil Within non possono essere sconfitte con metodi convenzionali… o non possono essere sconfitte affatto. In genere, in tali situazioni è il momento di mettere alla prova il vostro scatto. La distanza e la velocità dello scatto dipendono dall’energia, un’abilità che può essere migliorata nell’hub del gioco grazie al gel verde recuperato nel corso dell’avventura.

FranMazeTrapCalma e sangue freddo vi permettono di superare questo labirinto da incubo disseminato di trappole ed evitare di essere distrutti da un muro di mine che prima non avevate notato.

Bisogna comunque fare attenzione: fuggire alla cieca per seminare un nemico apparentemente invulnerabile senza prestare attenzione alla costante pericolosità dell’ambiente circostante non sempre è una strategia vincente. Alcune fughe sono più lineari di altre, ma non tutte sono uguali. In certi momenti, Sebastian può farcela semplicemente scattando lontano dal nemico e schivando alcuni ostacoli. In altre situazioni, come ad esempio durante l’incontro con il temibile Custode, dovrete non solo schivare gli attacchi, ma anche stare attenti alle trappole che il nemico semina dietro di sé. Finire in uno dei suoi marchingegni non solo vi causerà danni, ma dovrete liberarvi dalla trappola manualmente (usando le levette) mentre il custode prova ad abbattersi su di voi. Una situazione decisamente scomoda. Disarmare o distruggere tali trappole in modo rapido ed efficace richiede una mira ferma e precisa, ma ne vale la pena. I vostri nervi ringrazieranno.

Il complicato mondo delle trappole

Nonostante il combattimento sia una costante di gran parte dell’avventura, vi sono anche sfide di altro tipo. Non tutte le minacce si manifestano sotto forma di scontri contro orde di spiritati. Alcuni ostacoli sono più sottili e insidiosi. L’incontro con il Custode vi tiene sulle spine con la complicità delle sue trappole, ma ci sono anche battaglie che vi costringono a esplorare rapidamente zone irte di pericolosi congegni entro un determinato limite di tempo.

FranKeeperTrapsIl Custode ricompare e dissemina il pavimento di trappole ogni volta che lo incontrate. Siate più furbi di lui restando lontani dalle sue mine.

In un’area particolarmente ostica, siete inseguiti da un nemico mutevole che appare e scompare, capace di superare recinzioni di filo spinato e porte in un labirinto da cui è impossibile uscire senza prima trovare un passaggio libero. Con i nervi a fior di pelle, c’è anche la possibilità che veniate uccisi sul colpo da trappole esplosive applicate alle pareti, vicoli ciechi e altri ostacoli letali che si pongono tra voi e l’uscita. La tensione di tenere continuamente sotto controllo l’inseguitore potrebbe portarvi a non avere il tempo di aggirare o disarmare una mina nascosta. Perciò dovrete decidere su due piedi come affrontare una minaccia dopo l’altra. Si tratta di una situazione frenetica che si discosta molto dalle sfide affrontate fino a quel momento, senza però risultare meno insidiosa.

Tuttavia, le trappole non sempre sono un nemico. Nonostante la minaccia che rappresentano in determinati scenari, possono essere spesso usate a vostro vantaggio. Disarmarle vi farà recuperare parti impiegabili per la creazione di dardi per la balestra Agonia. Prelevare le parti durante un combattimento richiede di essere molto rapidi mentre schivate gli attacchi, e vi permette di avere sempre a disposizione dei dardi nel momento in cui esaurite i proiettili. E in alcuni scenari meno frenetici, attirare uno spiritato assetato di sangue verso una trappola per orsi vi darà enormi soddisfazioni. O, ancora meglio, farvi inseguire da un gruppo di mostruose creature attraverso un corridoio dotato di trappola con acido significa disfarsi di nemici multipli in un colpo solo senza sacrificare neanche un proiettile.

TrapDisarmV2Rumori forti come un’esplosione o l’uso di un’arma da fuoco attireranno gli spiritati verso la vostra posizione. Disarmare le trappole è un’azione silenziosa e vi consente di recuperare parti per la creazione di dardi per la balestra Agonia.

Tenete sempre d’occhio l’ambiente circostante e l’inventario per trovare il modo di gestire il combattimento. Quando una situazione sembra impossibile, un uso intelligente delle risorse a vostra disposizione può farvi uscire vincitori.

Affrontare i quindici capitoli di The Evil Within è una lotta molto, molto dura. Ma se riuscirete a sopravvivere avrete accesso alla modalità “Nuova partita +”, con nuove armi e nuovi potenziamenti nonché la possibilità di mettervi alla prova con due livelli di difficoltà il cui nome è tutto un programma: “Incubo” e “Akumu” (la parola giapponese per “incubo”, celebre negli studi di Bethesda e Tango per essere quasi impossibile). Quale anima coraggiosa riuscirà a vantarsi di aver compiuto una tale impresa?

Con elementi mutevoli e selvaggi che vi fanno saltare i nervi e il terrore costante di non sapere cosa vi aspetta dietro l’angolo, è meglio essere pronti a tutto.

L’uomo nella scatola (cosplay)

the_keeper__boxman__cosplay__from_the_evil_within__by_corroder666-d812codAbbiamo tenuto d’occhio Daniel (conosciuto su DeviantArt come Corroder666) da quando abbiamo visto il suo superbo lavoro sul costume del “custode” di The Evil Within. Daniel ha debuttato con il suo costume alla gamescom di quest’anno, sulla scia dell’entusiasmo per l’uscita di The Evil Within a ottobre. Gli abbiamo chiesto di dedicarci un po’ di tempo e di rispondere ad alcune domande sulla realizzazione del suo complesso e terrificante costume.

Perché ricreare il custode? Quali sono i motivi che ti hanno spinto a farlo?

“Ha un aspetto inquietante e strano, secondo me è molto simile a quell’essere con la “”piramide rossa”” di Silent Hill. In pratica, un personaggio iconico di The Evil Within. Mi piace la sua memorabile stranezza!

Un altro motivo è la sua realizzazione in generale. Normalmente creo costumi e relativi oggetti dopo aver affrontato il gioco, poiché credo sia importante instaurare una sorta di relazione con il personaggio. Avrei quindi avuto abbastanza modelli per ricreare gli elementi individuali più simili possibile all’originale. In questo caso però, non avrei potuto farlo solo con un paio di immagini. Ma lo scorso Halloween avete pubblicato un modello 3D del Boxman su Sketchfab, così mi sono ispirato a quello per la mia opera.”

Che materiali hai usato?

“Testa: la struttura è di poliuretano, gli accessori sono prodotti con i materiali di Worbla’s Finest Art e ho usato anche un casco da ciclista. Per poter vedere ho installato una PlayStation Vita con fotocamera dietro la manopola superiore. La fotocamera filma l’ambiente esterno e grazie alla console posso vedere ciò che accade fuori.
Filo spinato: l’ho creato usando i pezzi avanzati del Worbla, fusi e trasformati in filo. Circa 25 metri in tutto.
Zaino: la struttura di base è fatta di tavole di Styrodur. In più ho usato una lamina corrugata e del Worbla per gli accessori.
Pestacarne: ho dato allo Styrodur la forma base della testa del martello. Poi ho usato un tubo di cartone per il manico e ho rivestito tutto di Worbla.
Altro: ho usato dell’ecopelle, un grembiule da fabbro, guanti per la lavorazione dell’acido e tanta vernice.” Continue reading full article ›